Oggi voglio ricordare un cantante britannico a me molto caro e vorrei farlo perché i suoi brani mi hanno accompagnata a lungo, verso la fine degli anni ‘80.
Parliamo di Black, pseudonimo di Colin Vearncombe. Sì, proprio quel ragazzo esile ed elegante che cantava Wonderful Life.
Colin Vearncombe nacque a Liverpool il 26 maggio 1962, mentre scoppiava la Beatlesmania. Dopo la Prescot Grammar School, si iscrisse al Politecnico di Liverpool, ma Colin era destinato a prendere un’altra strada, lontana da quella degli insegnamenti di quell’istituto.
I primi anni ‘80 furono i più formativi per lui, quanto i più difficili della sua vita. Capì di avere attitudini verso la musica, di essere un promettente cantante e autore, ispirandosi in principio ad Elvis e più tardi, anche se mai del tutto confermato, scegliendo come suoi principali mentori David Bowie, Bryan Ferry e Morrissey. Decise di farsi chiamare Black, perché riteneva il suo cognome non facile da ricordare.
Il suo debutto discografico avvenne nel 1981 con il singolo Human Features. A quel tempo la formazione Black comprendeva anche Dame Goulding al basso e Greg Leyland alla batteria. Nel 1982 pubblicarono un nuovo singolo, More than the sun. Successivamente Colin divenne grande amico di Dave “Dix” Dickie dei Last Chant, firmando insieme un contratto con la Wea Records.
Siamo ormai nel 1985, Colin viene coinvolto in ben due incidenti stradali, perde il suo contratto discografico, viene a sapere della grave malattia della madre, affronta un difficile divorzio e rimane senza casa.
Ma ciò nonostante accade una specie di miracolo: il cantante scrive un nuovo toccante pezzo intitolato Wonderful Life, in cui canta, forse un po’ ironicamente, che la vita è meravigliosa anche di fronte alle avversità.
Proprio così, il successo tanto sperato era arrivato per lui con quella canzone (ed album omonimo), Wonderful Life, pubblicato poi nel 1987. Ovunque, ovviamente anche in Italia, le radio la trasmettevano di continuo. Ma allora Colin, all’apice della sua carriera, non si era reso conto delle trappola in cui era caduto, perché per quanto si sarebbe sforzato, nel suo futuro sarebbe stato sempre e soltanto ricordato per questa canzone.
Lui voleva andare oltre, era andato oltre, non era tipo da voler essere identificato con unico brano. E soprattutto, voleva esplorare nuovi generi musicali.
Così, dopo i primi tre album (Wonderful Life, 1987; Comedy, 1988; Black, 1991) – di quel pop raffinato che strizzava l’occhio anche al jazz – Colin cercò di cambiare direzione.
Era un musicista e compositore completo, possedeva una splendida voce da baritono, sapeva di poter dare di più. Ma il crudele mercato discografico gli volse le spalle: nessuna grande etichetta voleva più assumerlo e così Colin passò dalla A&M ad una casa discografia minore, la Nero Schwarz, per poter continuare ad incidere dischi. Intanto la sua musica si era fatta ancora più ricercata, quasi di nicchia. Pubblicò altri album, anche con il suo vero nome, fino al 2015.
Costretto per sopravvivere ad esibirsi in piccoli club, per lui le apparizioni televisive, Top On The Pops o essere in cima alle classifiche appartenevano ormai al passato.
Solo di tanto in tanto veniva reclutato per qualche trasmissione televisiva che rivisitava gli anni ‘80, comprese anche alcune nel nostro paese, ma naturalmente Colin, che accettava per necessità, era invitato a cantare ancora una volta Wonderful Life.
Il cantante aveva trovato la sua giusta dimensione andando a stabilirsi a Shull, in Irlanda, trascorrendo una vita tranquilla e modesta in una casa piena di strumenti musicali. Nel frattempo si è risposato con Camilla Grihesel, una cantante lirica svedese, con cui ha avuto tre figli maschi. Ma era amareggiato per la situazione della sua carriera, perciò un giorno si è così sfogato:
Ero frustrato per il fatto che nel mondo della musica non c’era nessuno che io rispettassi. Forse sono io che non sono andato nei club giusti. Non sono mai stato bravo a coltivare le relazioni sociali e non mi sono mai venduto bene. L’idea di dover frequentare persone perché utili è un anatema per me. Non ho mai fatto sesso selvaggio, non mi sono mai drogato, così mi sono scavato la fossa da solo in pratica.
Il 10 gennaio 2016 Colin stava tornando a casa in macchina dall’aeroporto di Cork quando venne coinvolto in un terribile incidente, riportando gravi ferite alla testa.
Dopo 16 giorni di coma indotto per lui non c’erano più speranze e ne venne comunicato il decesso il 26 gennaio 2016.
Per una strana, tragica coincidenza, Colin ha avuto questo incidente lo stesso giorno della morte di David Bowie e pur essendo stato tenuto in vita per altri giorni, data la compromessa attività celebrare, è un po’ come se anche lui se ne fosse andato nel medesimo giorno.
I funerali si svolsero in forma privata a Liverpool, dove Colin era nato.
Non ho potuto fare a meno di notarlo. Nell’ annuncio della morte, condiviso sui social, ancora una volta si legge la citazione dalla famosa canzone:
No need to laugh or cry,
It’s a wonderful, wonderful life…