La band è stata supportata dagli Idles e dai Fat Dog, seguendo i precedenti show dei Maroon 5 e di Florence + The Machine.
Si sono contate più di 65.000 presenze, provenienti non soltanto dall’Italia, con spettatori che vanno ben oltre la fanbase storica della ormai globale community che supporta i Foo Fighters da anni.
Le cancellazioni, la pandemia e il lutto per Taylor Hawkins
Il concerto era attesissimo perché, in otto anni di assenza dall’Italia, i Foo Fighters sono stati costretti per ben due volte a cancellare date, comprese quelle nel nostro paese e per lo stesso festival: prima a causa della pandemia nel 2020, poi per l’improvvisa scomparsa di Taylor Hawkins nel 2022, durante il tour in America Latina.
Questo ritorno agli I-Days Milano 2026 ha avuto quindi il sapore di una vera e propria rinascita, un momento di catarsi collettiva per la band e per il pubblico, che nonostante il caldo eccessivo e i vari disagi logistici ha accolto Dave Grohl e compagni con un entusiasmo travolgente.
Uno show di due ore e mezza tra classici e nuovi brani
I Foo Fighters hanno dato soddisfazione oltre le aspettative in uno show di circa due ore e mezza, cercando di condensare il maggior numero possibile di brani, dai più iconici ai più recenti.
In scaletta non sono mancati pezzi storici come "All My Life", "The Pretender", "Times Like These", "My Hero", "Best Of You", "Learn to Fly", "This Is A Call", "Big Me", "Wheels", "These Days" e "Walk".
Immancabile e commosso l’omaggio a Taylor Hawkins con "Aurora", uno dei momenti emotivamente più intensi della serata.
Dal repertorio più recente sono arrivati brani come "No Son Of Mine", "Under You", "The Teacher" e "Caught in the Echo".
Come da tradizione, il concerto si è chiuso con "Everlong", il saluto definitivo che ha trasformato l’Ippodromo Snai La Maura in un gigantesco coro all’unisono.
Dave Grohl e il suo legame speciale con l’Italia
Tra un brano e l’altro, Dave Grohl si è divertito a parlare al pubblico nel suo italiano maccheronico, dimostrando ancora una volta il legame profondo che lo unisce al nostro paese.
Molti anni fa, tra la fine degli anni ’80 e il 1990, in un’era pre-Nirvana, Dave era il batterista della band hardcore Scream. Durante i loro tour in Europa, i membri del gruppo avevano stretto amicizia con alcuni ragazzi di una comune in Italia, frequentando centri sociali e realtà underground.
Sul palco degli I-Days, Dave ha ricordato quei tempi dicendo che “L’Italia era il posto migliore per le band punk rock, il migliore in assoluto”. Si era talmente innamorato del nostro paese da pensare seriamente di trasferirsi qui, prima che la storia prendesse un’altra direzione.
Gli Scream si sciolsero nel 1990 e poco dopo Dave fu reclutato da Kurt Cobain e Krist Novoselic, allora alla ricerca di un nuovo batterista per i Nirvana.
“Tutti pazzi!”: l’energia del pubblico italiano
Sul palco, Dave Grohl definisce il pubblico italiano “Ragazzi tutti pazzi!”, con il suo consueto mix di ironia e affetto. Chiede chi è già stato a un concerto della band e chi invece non li ha mai visti dal vivo.
Alle alzate di mano relative alle rispettive risposte, prima esclama “Minchia!”, poi “Ma che schifo!”, giocando con il pubblico e alimentando un clima di complicità.
Il momento da ricordare, però, è quando Dave nota che qualcuno nel pubblico sotto il palco sta avendo un malore. Sempre a tempo di musica, ferma il concerto dicendo “Aspetta…”. Dopo l’intervento dei paramedici, vuole assicurarsi che tutto sia sotto controllo e chiede:
“Signorina, stai bene? Tutto bene?”
Poi, rivolgendosi al pubblico: “Okey. Tutto bene!!!” e riprende a suonare tranquillamente.
Oltre a dimostrare grande umanità, Dave conferma di essere una vera macchina da spettacolo, instancabile, che ancora corre chitarra al braccio da una parte all’altra del palcoscenico e sulla passerella, come un istrione impazzito capace di tenere viva l’attenzione per tutta la durata del concerto.
Ilan Rubin e la nuova alchimia sul palco
Il nuovo batterista dei Foo Fighters, Ilan Rubin, è una forza della natura: abile polistrumentista, sembra essersi integrato perfettamente con la band, portando nuova energia e dinamismo sul palco.
In uno dei momenti più alti del concerto, il pubblico assiste a un vero e proprio delirio rock: Rubin si lancia in lunghissimi assolo alla chitarra mentre si dà il cambio con Dave, che impazza alla batteria.
Queens Of The Stone Age, System Of A Down e l’amicizia tra band
Alla fine del concerto, Dave promette di tornare ancora in Italia. Nel frattempo, invita il pubblico a fare il tifo per le band del giorno successivo: Queens Of The Stone Age e System Of A Down, suoi cari amici di vecchia data.
Lunedì sera, Dave viene infatti scorto dietro le quinte degli I-Days, a gustarsi i concerti e a ballare su quelle ben note canzoni come un fan qualsiasi. Le immagini rubate fanno rapidamente il giro del mondo sui social.
Foo Fighters in Italia: quando sarà il prossimo ritorno?
Se Dave Grohl promette un ritorno, è probabile che ci sarà. Non sappiamo come o quando, ma speriamo soltanto che non si debba aspettare altri otto anni per rivedere i Foo Fighters in Italia.
Il concerto agli I-Days Milano 2026 resterà sicuramente nella memoria dei fan come uno dei momenti più significativi e attesi della storia recente della band.
Staremo a vedere… ma una cosa è certa: l’Italia è pronta ad accogliere di nuovo i Foo Fighters.