{"id":402,"date":"2025-05-08T20:23:36","date_gmt":"2025-05-08T20:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ridinghigh.it\/?p=402"},"modified":"2025-05-08T20:23:37","modified_gmt":"2025-05-08T20:23:37","slug":"i-doors-dopo-jim-morrison","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ridinghigh.it\/?p=402","title":{"rendered":"I Doors dopo Jim Morrison"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"563\" src=\"https:\/\/www.ridinghigh.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000020179-1024x563.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-405\" srcset=\"https:\/\/www.ridinghigh.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000020179-1024x563.jpg 1024w, https:\/\/www.ridinghigh.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000020179-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.ridinghigh.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000020179-768x423.jpg 768w, https:\/\/www.ridinghigh.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000020179.jpg 1074w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Parigi 3 luglio 1971: Jim Morrison muore in circostanze mai chiarite. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nella vasca da bagno del suo appartamento in Rue Beautrellis 17. Il decesso viene attribuito ad un arresto cardiaco e si ritiene cos\u00ec non necessaria alcuna autopsia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Jim Morrison<\/strong> viene sepolto in fretta e in furia all&#8217;interno del cimitero di P\u00e8re-Lachaise, accompagnato da una cerimonia semplice alla quale partecipano la sua fidanzata storica <strong>Pamela Courson<\/strong>, <strong>Bill Siddons<\/strong>, <strong>Agnes Varda<\/strong> e altre quattro o cinque persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, che era tanto amato e tanto famoso, scomparve cos\u00ec, privo di clamori e manifestazioni di affetto. Si evitarono in questo modo l&#8217;assalto dei fan e dei media. Rimase tutto talmente privato che la notizia ufficiale della morte venne data diversi giorni dopo negli Stati Uniti e poi diffusa a livello mondiale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il leader dei <strong>Doors<\/strong> si \u00e8 poi riscattato nel tempo, dato che ad oggi la sua tomba \u00e8 forse una delle pi\u00f9 visitate al mondo. Per anni i fan hanno portato fiori, messaggi, disegnato graffiti e in molte occasioni i rimanenti membri dei <strong>Doors<\/strong> si sono recati sul luogo lanciando incontri ed eventi per ricordare il loro amico.<br>Ma cosa fecero <strong>Ray Manzarek<\/strong>, <strong>John Densmore<\/strong> e\u00a0<strong>Robby Krieger<\/strong> dopo aver perso Jim, il loro carismatico <em>frontman<\/em>?<br>La perdita fu notevole dal momento che Jim non era solo un cantante, ma era un poeta maledetto, un creatore di mode, uno stile di vita: <strong>Jim Morrison<\/strong> \u00e8 ritenuto ormai un personaggio storico e tutto il suo essere ha finito per influenzare intere generazioni.<br>Intanto bisogna dire che gli ultimi tempi prima della morte di Jim erano diventati difficili per la band. Cos\u00ec come narra John nella sua\u00a0autobiografia, &#8220;Riders On The Storm&#8221;, i <strong>Doors<\/strong> accettano di smettere di fare tour, a seguito del\u00a0disastroso concerto svoltosi a New Orleans il 12 dicembre 1970, in cui Jim non riusciva neppure a cantare.<\/p>\n\n\n\n<p>Jim era ormai diventato ingestibile, spesso in preda all&#8217; alcol, votato all&#8217; autodistruzione e naturalmente si cominciava a temere per la sua vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricorda <strong>John<\/strong>:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Jim era un uomo incredibilmente sfrenato, il Re Lucertola,\u00a0ma\u00a0aveva anche un lato molto vulnerabile e una dolcezza che la gente non conosceva&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>E continua:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 caduto nella trappola dell\u2019alcolismo. Al tempo non sapevamo niente di questa malattia e\u00a0non c\u2019erano cliniche per disintossicarsi. Era una situazione dolorosa, sapevo che c\u2019era un problema ma non riuscivo a definirlo.\u00a0Resta il ricordo della sua musica,\u00a0un dono che mi riempie la vita da allora&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo nessun poteva immaginare che <strong>Jim<\/strong> sarebbe morto in poco pi\u00f9 di sette mesi dal ritiro dalle scene e, come molti altri vicini a <strong>Jim<\/strong>, anche <strong>John <\/strong>\u00e8 tra coloro che ancora vivono con il rimorso di non essere stati in grado di salvarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non essendo avvenuto subito un vero e proprio scioglimento, <strong>Ray<\/strong>, <strong>John<\/strong> e <strong>Robby<\/strong> decisero di continuare a tenere in piedi la band.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicarono altri tre album: &#8220;Other Voices&#8221; ,(1971), &#8220;Full Circle&#8221; (1972) e &#8220;An American Prayer&#8221; (1978).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Other Voices&#8221; venne molto pi\u00f9 apprezzato di &#8220;Full Circle&#8221;, quest&#8217; ultimo infatti non\u00a0fu molto capito, perch\u00e9 pi\u00f9 vicino al jazz e quindi percepito come un album di nicchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa pubblicazione, come spesso accade, i membri del gruppo si separarono nell&#8217;intento di intraprendere carriere soliste.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;An American Prayer&#8221; fu realizzato pi\u00f9 tardi, nel novembre del 1978. <strong>Ray<\/strong>, <strong>John<\/strong> e <strong>Robby<\/strong> si\u00a0riunirono per la registrazione di questo album, realizzato sovrapponendo la voce di <strong>Jim<\/strong>, tratta da una registrazione perlopi\u00f9 di poesie da lui declamate nel 1970 su musiche composte per l&#8217;occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;album ebbe un notevole successo e l&#8217;alto numero di vendite fece aggiudicare il disco d&#8217; oro e il disco di platino ai tre musicisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo scioglimento della band, ufficializzato nel 1973, <strong>Ray<\/strong> pubblic\u00f2 nel 1974 un album da solista &#8220;The Golden Scarab&#8221; e in seguito lavor\u00f2 ad un riadattamento dei Carmina Burana di <strong>Carl Orff<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Collabor\u00f2 poi con <strong>Iggy Pop<\/strong>, considerandolo per un momento come un possibile alternativo sostituto di Jim, ma poi non se ne fece nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior soddisfazione artistica dopo i <strong>Doors<\/strong> avviene negli anni &#8217;80, quando <strong>Ray<\/strong> produce due band entrate poi nella storia della musica: il gruppo punk rock statunitense\u00a0 <strong>X<\/strong> e la band new wave britannica<strong> Echo &amp; The Bunnymen<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ad altri progetti musicali, <strong>Ray<\/strong> pubblic\u00f2 anche dei libri: l&#8217;autobiografia &#8220;Light My Fire, La mia vita con i Doors&#8221; (1998), &#8220;The poet in Exile&#8221; (2001) romanzo fantasioso dedicato a Jim, che aliment\u00f2 l&#8217; ipotesi che questi abbia falsificato la sua morte, e il romanzo &#8220;Snake Moon&#8221; (2006).<\/p>\n\n\n\n<p><br>Nel 2002, insieme a <strong>Robby<\/strong>, form\u00f2 il gruppo<em> reunion<\/em> <strong>The Doors of the 21st Century<\/strong>, con <strong>Ian Astbury<\/strong>, cantante dei <strong>Cult<\/strong>, <strong>Angelo Barbera<\/strong> al basso e <strong>Stewart Copeland<\/strong> alla batteria, poi sostituito da <strong>Ty Dennis<\/strong>. Nel 2005, come conseguenza di una causa intentata da <strong>John<\/strong> <strong>Densmore<\/strong> per aver utilizzato il nome dei <strong>Doors<\/strong> senza il suo consenso,\u00a0la band fu ribattezzata <strong>Riders On The Storm<\/strong>. Ebbe vita breve, in quanto <strong>Astbury<\/strong> si ritir\u00f2 per tornare con i <strong>Cult<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Sfortunatamente il 20 maggio 2013 un brutto cancro al dotto biliare si port\u00f2 via Ray. Mor\u00ec a 74 anni, all&#8217;ospedale di Rosenheim in Germania, dove era in cura gi\u00e0 da tempo.<br>Non prima del febbraio 2016, per onorare la sua memoria, <strong>John<\/strong> e <strong>Robby<\/strong> organizzarono un concerto tributo con la partecipazione di altri artisti.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Quanto a <strong>Robby<\/strong>, avventura a parte con <strong>Ray<\/strong> dei gi\u00e0 citati <strong>The Doors of the 21st Century<\/strong>, \u00e8 stato davvero un musicista instancabile, partecipando a svariati progetti musicali. Date le sue straordinarie doti di chitarrista, possiamo dire che <strong>Robby<\/strong> dopo i<strong> Doors<\/strong> sia diventato una specie di <strong>Jeff Beck<\/strong> statunitense. Con <strong>John<\/strong> produsse la band <strong>Comfortable Chair<\/strong> e form\u00f2 il gruppo <strong>The Butts Band<\/strong> toccando diversi generi: dal rock al jazz, fino al reagge. Pubblic\u00f2 anche album da solista dedicati al genere fusion. Questa carriera solista lo port\u00f2 nel 1985 a collaborare con gli ex membri dei <strong>Mothers of Invention <\/strong>di <strong>Zappa<\/strong>, in studio e dal vivo, attivit\u00e0 che continua tutt&#8217;oggi.\u00a0 Il disco &#8220;Robby Krieger&#8221; di\u00a0 quell&#8217; anno \u00e8 un esempio di virtuosismo del genere. Dal 1990 per alcuni anni fu in tour con <strong>Eric Burdon<\/strong>.<br>Nel 2011 ottenne la nomination ai Grammy Award per il suo album &#8220;Singularity&#8221; del 2010.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto di <strong>John<\/strong> con <strong>Jim<\/strong> fu spesso conflittuale, forse anche pi\u00f9 che con <strong>Ray<\/strong> e<strong> Robby<\/strong>. Come gli altri membri della band, <strong>John <\/strong>non partecip\u00f2 al funerale di <strong>Jim<\/strong> e impieg\u00f2 almeno tre anni prima di fare visita alla sua tomba.<\/p>\n\n\n\n<p>In una famosa intervista con The Guardian, qualche anno fa disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u201cHo impiegato anni a perdonare Jim e ora mi manca moltissimo per la sua abilit\u00e0 artistica\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>E ancora:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo odiavo? No, odiavo la sua autodistruzione\u2026 Era un kamikaze che se n\u2019\u00e8 andato a 27 anni. Cosa posso dire?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E da tutto questo odio\/amore, John ha scritto una bella autobiografia, come dicevamo &#8220;Riders One The Storm: My life with Jim Morrison and The Doors&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti dopo lo scioglimento dei Doors per <strong>John<\/strong> si apr\u00ec un nuovo capitolo artistico, che aveva poco a che fare con la carriera di batterista.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti ben presto <strong>John<\/strong> scopr\u00ec di avere talento nella scrittura e nella recitazione, avvicinandosi cos\u00ec al mondo del teatro e del cinema pi\u00f9 che a quello della musica.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio degli anni ottanta mise in scena a New York il monologo &#8220;Skins&#8221;, ottenendo un discreto successo. Durante ed in seguito al suo impegno con il teatro, ha partecipato ad altri progetti cinematografici collaborando con <strong>Oliver Stone<\/strong> al film &#8220;The Doors&#8221; del 1991. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>John<\/strong>, al contrario degli altri ex Doors, non ha mai voluto formare una vera e propria band, anche se sono ancora vivissime in lui le doti di ottimo batterista minimalista, per le quali \u00e8 stato poi definito pi\u00f9 un musicista jazz che rock.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ad ogni buona occasione, in tutti questi anni dopo i <strong>Doors<\/strong>, <strong>Ray<\/strong>, <strong>John<\/strong> e <strong>Robby<\/strong> hanno organizzato brevi <em>reunion<\/em>, emozionando ancora il pubblico. Seppure <strong>Jim<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 tra noi, il suo spirito rivive ancora attraverso il canto appassionato di altri artisti, che si sono prestati al suo posto ed in suo onore e che lo hanno amato e lo amano ancora. Se oggi si dovesse organizzare un concerto tributo, siamo certe sarebbe lunghissima la fila di artisti premurosi di offrire il proprio contributo ad una band che \u00e8 stata per loro un mentore. Sar\u00e0 pur vero che la morte \u00e8 la fine di un ciclo, ma la musica sopravvivr\u00e0 sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"The Doors - Break On Through (To The Other Side) [Official Video]\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gdnzBNMfZfo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi 3 luglio 1971: Jim Morrison muore in circostanze mai chiarite. 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